01
Capitolo 01

Premessa

Bitcoin non si aggiorna come un’app sul telefono. Non c’è nessuna azienda che pubblica una nuova versione e aspetta che gli utenti la scarichino. Il protocollo cambia — quando cambia — attraverso un processo distribuito, lento, spesso accidentato, in cui migliaia di nodi, miner, sviluppatori e utenti devono convergere su una stessa versione delle regole senza che nessuno possa obbligare nessuno.

Questo è esattamente ciò che garantisce la sua sicurezza. Ma è anche ciò che rende ogni proposta di modifica una questione politica, non solo tecnica. Il BIP-110 — Bitcoin Improvement Proposal numero 110 — è uno di questi casi: una proposta tecnica che solleva domande fondamentali su cosa Bitcoin debba essere, chi possa modificarlo, e cosa succede quando la risposta a quella domanda non è unanime.

Questo testo non è un tutorial su come funziona BIP-110 nel dettaglio tecnico. È un tentativo di spiegare il contesto: perché quella proposta esiste, quale problema tenta di risolvere, e quali nuovi problemi rischia di aprire, e soprattutto cosa succede concretamente a una rete di miliardi di dollari quando una parte della comunity decide di andare in una direzione diversa dall’altra.

02
Capitolo 02

Una breve storia dei fork

Nel gergo Bitcoin, un fork è una biforcazione del protocollo: un momento in cui una parte della rete inizia a seguire regole diverse dall’altra. Non è un evento raro — tecnicamente ogni volta che un miner produce un blocco quasi simultaneamente a un altro si ha una biforcazione temporanea, che la rete risolve in pochi minuti adottando la catena più lunga.

I fork che contano davvero sono di due tipi. Un soft fork è una modifica retrocompatibile: i nodi che non aggiornano continuano a funzionare, accettando i blocchi prodotti dai nodi aggiornati come validi, anche se non capiscono le nuove regole. I nodi aggiornati invece applicano un set di regole più restrittivo. SegWit, introdotto nel 2017, è l’esempio più famoso: ha aggiunto un nuovo formato di transazione che i vecchi nodi vedono come spendibile da chiunque, ma i nuovi nodi validano secondo le regole complete del formato witness.

Un hard fork è invece una modifica incompatibile: i nodi che non aggiornano rifiutano i blocchi prodotti dai nodi aggiornati, e viceversa. Se la comunità si divide su quale catena seguire, il risultato è due blockchain distinte, con due token distinti, due basi di utenti distinte. È ciò che è successo nel 2017 con la creazione di Bitcoin Cash: una parte della community, convinta che i blocchi da 1MB fossero un limite insostenibile, ha eseguito un hard fork producendo una catena separata con blocchi da 8MB. Bitcoin e Bitcoin Cash condividono la storia fino al blocco del fork, poi divergono per sempre.

La storia di quel fork — le battaglie sui forum, i miner che cambiavano schieramento, gli exchange che decidevano quale ticker assegnare, gli utenti che si ritrovavano con fondi su due catene senza capire bene cosa stesse succedendo — è la mappa per capire cosa può succedere quando si parla di BIP-110.

03
Capitolo 03

Di cosa parliamo davvero: il problema dei dati non monetari

Per capire BIP-110, bisogna partire da un problema concreto che la rete Bitcoin affronta da qualche anno: l’uso del protocollo per archiviare dati che non hanno niente a che fare con i pagamenti.

Bitcoin ha sempre permesso di inserire piccole quantità di dati arbitrari nelle transazioni. L’OP_RETURN è l’opcode previsto a questo scopo: permette di inserire fino a 83 byte di dati in un output inutilizzabile, che i nodi non devono tenere nel set degli output spendibili. Era pensato per usi legittimi come la marcatura temporale di documenti o la notarizzazione di hash.

Con il protocollo Ordinals, introdotto nel 2023, è emersa una tecnica diversa: inserire dati arbitrari — immagini, testo, anche interi file binari — nella sezione witness delle transazioni SegWit. Il witness è la parte della transazione che contiene le firme crittografiche, e per ragioni tecniche legate all’algoritmo di calcolo del peso dei blocchi, i dati nel witness “costano” meno in fee rispetto agli stessi dati nel corpo principale della transazione.

Il risultato è stato un’esplosione di inscription — artefatti digitali iscritti sulla blockchain Bitcoin — che ha saturato ripetutamente la mempool, alzato le fee per tutti, e riaperto un dibattito mai sopito: dovrebbe Bitcoin avere un meccanismo per filtrare i dati non monetari?

BIP-110 è una delle risposte proposte a questa domanda. La proposta definisce un meccanismo per permettere ai nodi di segnalare la loro disponibilità a filtrare certi tipi di dati — in particolare i dati non monetari inseriti nel witness — senza cambiare le regole di consenso fondamentali. In sostanza: i nodi che adottano BIP-110 potrebbero scegliere di non propagare transazioni che contengono inscription, creando di fatto una politica di filtraggio opzionale a livello di rete.

04
Capitolo 04

Il problema che rimane comunque: l’UTXO set e il costo di un nodo

Anche senza Ordinals, Bitcoin ha un problema strutturale che cresce nel tempo: la dimensione dell’UTXO set.

UTXO sta per Unspent Transaction Output: ogni bitcoin che non è stato ancora speso è rappresentato come un entry in questo database. Ogni nodo completo della rete deve tenere una copia aggiornata di questo database in memoria — non su disco, ma in RAM, perché deve poter validare le transazioni in tempo reale. Più questo set cresce, più costoso diventa gestire un nodo completo.

Le inscription di Ordinals creano UTXO (perché le transazioni che le contengono devono avere output spendibili), e queste UTXO rimangono nel set finché non vengono spese. Ma anche le transazioni normali — pagamenti, apertura e chiusura di canali Lightning, contratti multisig — producono UTXO. Il problema non nasce con Ordinals: Ordinals lo accelera e lo porta all’attenzione di chi prima non ci pensava.

La questione centrale è questa: un nodo completo oggi richiede circa 780 GB di spazio su disco e qualche GB di RAM. È un hardware accessibile, ma non è uno smartphone. Se la tendenza continua — con o senza inscription — gestire un nodo potrebbe diventare appannaggio di un numero sempre più piccolo di attori. E meno nodi completi ci sono, meno distribuita è la verifica della catena, meno resistente è Bitcoin alla censura.

Questo è il motivo per cui il dibattito su BIP-110 non può essere ridotto a “pro o contro gli NFT su Bitcoin”. Tocca la domanda fondamentale di quanto sia sostenibile gestire un nodo completo per un individuo comune, e chi debba avere il potere di decidere cosa entra nei blocchi.

05
Capitolo 05

Perché conta, al di là della disputa tecnica

Il dibattito su BIP-110 sembra tecnico in superficie, ma è profondamente politico nel senso più preciso del termine: riguarda chi ha il potere di definire le regole di un sistema che gestisce ricchezza reale di milioni di persone.

Da un lato, c’è la posizione di chi sostiene che Bitcoin debba rimanere uno strumento di pagamento e riserva di valore, e che permettere l’uso illimitato del protocollo per l’archiviazione di dati arbitrari sia un abuso che danneggia la funzione principale della rete. Questa posizione è coerente con una visione di Bitcoin come “oro digitale” — massimamente scarso, massimamente efficiente, ottimizzato per trasportare valore nel tempo e nello spazio.

Dall’altro lato, c’è la posizione di chi sostiene che la censurabilità delle transazioni — anche di quelle che contengono dati “inutili” — sia una linea che non può essere attraversata. Se un nodo può scegliere di non propagare certi tipi di transazioni, quella scelta è tecnicamente volontaria, ma politicamente crea una pressione normativa: le piattaforme di mining, gli exchange, i grandi operatori potrebbero adottarla, rendendo di fatto certe transazioni “di seconda classe” anche senza una modifica formale del consenso.

C’è infine una terza prospettiva, spesso ignorata nel calore del dibattito: quella degli utenti comuni, che non hanno un’opinione tecnica su OP_RETURN o sui meccanismi del witness, ma che tengono i loro risparmi in bitcoin e che, in caso di fork significativo, si troverebbero a dover prendere decisioni urgenti con informazioni insufficienti e fonti contrastanti.

06
Capitolo 06

Tre scenari possibili: come potrebbe andare a finire

A questo punto della lettura hai gli strumenti tecnici per capire cosa sta succedendo. Manca un pezzo: cosa può accadere da qui in avanti. Non è un esercizio inutile — capire in anticipo le possibili conseguenze di ciascun esito ti permette di leggere le notizie dei prossimi mesi senza sorprese, e di riconoscere subito quali argomenti sono fondati e quali sono solo allarmismo o propaganda, da qualunque parte arrivino.

Ci sono tre esiti possibili. Vediamoli uno per uno, con i diversi punti di vista che ciascuno porta con sé.

Scenario 1 — BIP-110 non raggiunge il consenso necessario e decade

La proposta non ottiene il supporto richiesto entro la scadenza di segnalazione. Bitcoin continua a funzionare con le regole attuali, senza il nuovo filtro di consenso.

Chi era favorevole al fee market come unico filtro anti-spam legge questo esito come conferma che il sistema funziona così com’è: le regole restano quelle di sempre, e nessuna fazione — per quanto motivata — riesce a imporle senza un consenso ampio. Chi sosteneva BIP-110, al contrario, probabilmente non si ferma qui: è plausibile che la stessa battaglia si ripresenti sotto altra forma, con nuove proposte o con filtri applicati volontariamente da singoli software — una versione più “morbida” della stessa idea, senza passare dal consenso di rete.

In questo scenario il problema di fondo — l’uso crescente di Bitcoin per dati non monetari e la crescita dell’UTXO set — resta comunque irrisolto. Non è una vittoria che chiude la questione: è un rinvio.

Scenario 2 — BIP-110 si attiva senza creare una spaccatura nella rete

Il supporto richiesto viene raggiunto, la nuova regola entra in vigore, e la stragrande maggioranza di nodi, miner ed exchange la adotta senza strappi. Non c’è biforcazione: Bitcoin prosegue come rete unica, ma con regole più restrittive per un anno.

Nel breve periodo è probabile un calo misurabile del traffico legato a Ordinals, BRC-20 e Runes nella loro forma attuale. Ma qui vale la pena essere onesti su un punto tecnico: i dati arbitrari su Bitcoin non si possono eliminare del tutto, si possono solo rendere più costosi o meno comodi da inserire. La storia di questi protocolli, dal 2022 a oggi, è già una storia di aggiramenti continui di ogni limite imposto — è ragionevole aspettarsi che, entro la scadenza di un anno prevista dalla proposta stessa, il problema si ripresenti sotto nuova forma.

L’aspetto più importante di questo scenario, però, non è tecnico: è il precedente che lascia. Una volta dimostrato che una soglia relativamente bassa può cambiare le regole di validità delle transazioni su Bitcoin, quella stessa strada resta aperta per il futuro — con motivazioni diverse, non necessariamente altrettanto condivisibili. Il punto da tenere d’occhio nei mesi e anni successivi non è se lo spam è tornato, ma se compaiono nuove proposte che usano la stessa logica per altre categorie di transazioni.

Scenario 3 — BIP-110 si attiva ma la rete si divide in due catene

Il supporto richiesto viene raggiunto, ma una parte significativa della rete — nodi, miner, exchange, utenti — rifiuta di adottare la nuova regola e continua a validare le transazioni secondo le regole precedenti. Il risultato sono due catene distinte che condividono la stessa storia fino al momento della separazione, e poi proseguono ciascuna per conto proprio.

È lo scenario più dirompente, ma non è privo di precedenti: è già successo nel 2017 con la nascita di Bitcoin Cash e nel 2018 con la separazione di Bitcoin SV. La lezione di quegli episodi è che il mercato, con il tempo, tende a riconoscere come “Bitcoin” la catena che mantiene il maggior consenso economico e sociale — non necessariamente quella con più potenza di calcolo nell’immediato.

Nel breve periodo sarebbe uno scenario caotico: forte volatilità, confusione su quale delle due catene rappresenti davvero “Bitcoin”, possibili difficoltà per exchange e wallet nel gestire la transizione, e — un dettaglio tecnico non banale sollevato dagli stessi critici della proposta — il rischio concreto che alcune transazioni Taproot preesistenti restino bloccate o inutilizzabili durante il passaggio.

Ma è anche, paradossalmente, la dimostrazione più chiara di cosa renda Bitcoin diverso da qualunque sistema con un’autorità centrale. Nessuna maggioranza, per quanto ampia, può obbligare l’intera rete a seguire una regola che una parte sufficiente di partecipanti rifiuta: chi non è d’accordo può letteralmente continuare a validare le regole in cui crede, portandosi dietro l’intera storia della rete fino a quel momento. È un meccanismo di uscita che non esiste in nessuna moneta fiat: nessuno può “biforcare” una banca centrale.

Qualunque sia l’esito, la domanda di fondo resta la stessa in tutti e tre gli scenari: chi decide cosa è una transazione legittima su Bitcoin, e con quale legittimità lo decide? È il motivo per cui questa vicenda, per quanto tecnica in apparenza, riguarda in realtà tutti — non solo chi ha un’opinione sulle immagini incorporate nella blockchain, ma chiunque tenga a Bitcoin proprio per la sua promessa di restare fuori dal controllo di chiunque, comprese le fazioni che nascono al suo stesso interno.

07
Capitolo 07

La domanda che vale la pena tenere a mente

BIP-110 è un caso di studio utile perché illumina qualcosa che vale in tutti i dibattiti tecnici su Bitcoin: il fatto che “tecnico” e “neutro” non siano sinonimi.

Ogni modifica al protocollo ridistribuisce potere. Ogni decisione su cosa può o non può essere inserito in un blocco è una decisione su chi controlla la rete. Ogni scelta su come si raggiunge il consenso determina quali voci contano e quali vengono ignorate. Queste non sono domande che si risolvono con un benchmark o un test di performance: sono domande politiche che richiedono giudizi di valore.

La domanda che vale la pena tenere a mente non è “BIP-110 è giusto o sbagliato”. È: chi deve avere il potere di rispondere a questa domanda, e con quale processo?

Bitcoin non ha una costituzione, non ha un presidente, non ha un parlamento. Ha un meccanismo di consenso distribuito che rende i cambiamenti enormemente più difficili da imporre dall’alto — ma non impossibili da portare avanti dal basso, con pazienza, costruzione di consenso e, a volte, pressione economica. Capire questo meccanismo è capire perché Bitcoin è resistente alla cattura, ma anche perché può essere lento e conflittuale nel rispondere a problemi reali.

08
Capitolo 08

Hai vissuto un fork? Come proteggere i tuoi fondi

Un fork di rete — specialmente uno scenario 3 come quello descritto sopra — può sembrare un evento lontano e astratto finché non succede. Quando succede, chi non ha mai vissuto una biforcazione della rete si trova a dover prendere decisioni in fretta, spesso con informazioni contrastanti che arrivano da fonti diverse, tutte sicure di sé.

Le domande che si presentano sono concrete: cosa faccio con i miei bitcoin adesso? Aspetto? Sposto? Su quale catena sono i miei fondi? Il mio wallet supporta entrambe le catene o solo una? Se ho bitcoin su un exchange, l’exchange mi accredita anche i coin della catena alternativa? Posso perdere fondi se faccio una transazione nel momento sbagliato?

Non sono domande con una risposta universale. Dipendono da dove tieni i tuoi bitcoin (exchange, hardware wallet, software wallet), da come hai acquistato, da quanto sei esposto, e da quali sono i tuoi obiettivi. La risposta giusta per chi ha un hardware wallet con autocustodia è diversa da quella giusta per chi tiene tutto su un exchange.

Se non hai mai vissuto un fork e vuoi capire in anticipo come comportarti — o se un fork è già in corso e hai dubbi su cosa fare con i tuoi fondi — sono disponibile per una consulenza privata. Analizziamo insieme la tua situazione specifica e definiamo un piano di azione concreto, prima che la confusione del momento renda le decisioni più difficili.

// consulenza privata · supporto personalizzato
Prenota una consulenza privata
Consulenze individuali · 80€/ora · risposta entro 24h